Do la possibilità, ai bimbi della mia città, di crearsi un loro credito, attraverso lo scambio delle loro cose, siano essi giochi, abbigliamento, o qualsiasi altro articolo che non usano o non possono più usare. Ovviamente supportati dai genitori. Educativo, ecologico, creativo e divertente. Questo è il mio lavoro.
"Fin dall'antichità, la protervia dei potenti inganna i sudditi con "pane e giochi", mentre anche all'infimo dei condannati si concede "pane e acqua". E quando l'esasperazione degli oppressi pretende il minimo vitale, è il grido "pane" che si leva come precursore di una "libertà" tanto anelata. Così come la più odiosa delle tasse è sempre stata quella sul pane. Davvero la storia dei poveri è storia di pane: negato, invocato, conquistato, difeso... E reciprocamente la storia del pane è storia della dignità di ogni persona: dignità offesa, conculcata, riconosciuta, rispettata.
Se non siamo ciechi e sordi di fronte al pane e ai mondi che racchiude nella sua crosta dorata possiamo cogliervi una risposta a ogni nostra fame: sia essa anelito di fede o attesa di giustizia, sia stupore per il seme che cresce misteriosamente o curiosità verso le infinite strade percorse nel tempo e nello spazio da questo cibo che nasce dalla stanzialità del contadino. Cibo nutriente ed essenziale, adatto a divenire appetibile e accessibile anche nelle situazioni più disparate ed estreme.
Così il pane quotidiano interpella la nostra capacità di dare pane a chi ha fame e di destare fame in chi ha pane. Oggi, ancora una volta e tragicamente, milioni di persone intraprendono il viaggio più tragico e insieme ricco di speranza che un essere umano possa compiere: il viaggio dalla fame verso il pane. E questo perché noi non siamo capaci di far muovere il pane verso la fame. Paradossalmente, la corsa verso il pane cui assistiamo tra le sponde del Mediterraneo segue il medesimo percorso compiuto dalla cultura del pane quasi cinquemila anni fa, ma noi non sappiamo assicurare al pane il viaggio di ritorno. Eppure non dovremmo mai dimenticare che il pane o è "nostro", condiviso, oppure cessa di essere pane e diviene ingiustizia".
PRIORE DI BOSE ENZO BIANCHI.